Volevo fare l'archeologo
(forse)

 

di Enrico Quaranta

…”Io farò l’ingegnere”.. Immaginate la scena… siamo solo ragazzini. Lui il mio migliore amico. E mentre si gioca distrattamente a biglie (ormai gioco retaggio della preistoria) lui, quello che si professava amico, mi dà ‘sta coltellata… Eh sì… e io mica sono pronto? E mica ho idea? E mica ho certezze, se non quella di fare i miei bei compitini il pomeriggio per evitare le “mazzate” (in senso letterale) della mia dolce maestra, che mi pareva una montagna e che sganciava ceffoni con quelle mani che, così grandi, mai le ho più viste. Io penso ai giochi… a quelle forme di sano divertimento dell’era Paleozoica… che so, partite “a pallone”, bicicletta… merendina… Lui no! …e mi ha “ucciso”… da quel momento, rileggendo la mia storia ora, ho inconsciamente e poi consciamente cercato una soluzione…Mi aveva fatto sentire piccolo, indeciso… insicuro… Sarà per questo che poi non siamo rimasti “tanto amici”. Ma tant’è… mi ha insinuato il dubbio…

La cosa bella è che lui, il bambino delle certezze, rimane un mio amico per un sacco di tempo… E vada per le medie che facciamo rigorosamente in classe insieme, ma ora che si tratta di scegliere il liceo? Cominciano i problemi… a casa mia. Mio padre neanche “sapeva” (per modo di dire) dell’esistenza di qualcosa di diverso dal Ginnasio e dal Liceo Classico… Ma Lui, che vuole fare l’ingegnere, ha deciso… Liceo Scientifico… E mo' io che faccio? Perdo l’amico o mi prendo gli improperi a casa? Faccio la mia piccola rivoluzione e punto i piedi? Vabbè, ho capito, qui taglio corto…insomma, Scientifico fu!

Si dà il caso che il sottoscritto brilla abbastanza… quanto mi piacevano latino, storia, filosofia, però pure matematica e l’inglese e le scienze. Arrivo alla fine del corso… petto gonfio… meglio non si poteva. Si, ma mo’ che faccio? Il dilemma dei diplomati dello Scientifico si abbatte su di me mentre lui già s’è iscritto ad ingegneria elettronica in “terza elementare”. Devo dire che mio padre, che non c’è giorno che non mi manchi … era per me un mito. A sua volta uno sprone…a fare quello che non gli era riuscito… Avevo trovato per caso i suoi temi…concorso in Magistratura…di molti anni addietro. Spettacolo. Una scrittura, tranne la grafia, incredibile…

E lui a quel concorso aveva superato tra i primi gli scritti… ma, la sua feroce timidezza, la sua insicurezza, gli erano costate il concorso. Poi aveva brillato in altro a Roma… nei ministeri… Ma quella era una ferita che si portava dietro. A maggior ragione perché suo fratello, quello più piccolo, il Magistrato lo faceva eccome… Insomma… che faccio? Come mi spingono a casa…verso ”Legge”? No…mi pare cosa lontana...e comunque un fardello. Anche se devo dire…un certo amore per le regole mi era venuto...si era espresso…negli anni del liceo e pure prima… tipo “non si guarda la ragazza dell’amico” ( solo qualche volta, ma giuro che è stata lei!); “non si bussa ai citofoni e si scappa” ( vabbè… quella volta è perché quello del pian terreno ha un cane che abbaia e rompe)… “non si tifa per la squadra cui regalano i rigori” ( infatti avevo scelto la Juve…ho sbagliato?); non si fa la cresta sulla spesa di mammà” (…ma con il salumiere avevo diviso il resto… comprando il suo silenzio…. Dovevo comprare un regalo)…

Insomma…“Legge” no… (stavo preparando le valigie perché mi avrebbero confinato)… Amo la storia…l’Egitto, Roma, Pompei… le scoperte…leggo libri che mi prendono e mi accompagnano e mi fanno viaggiare… Deciso: Archeologia, magari Lettere e Filosofia… Qualcosa però mi dice che forse non sarebbe stata una vita facile… E allora, via il romanticismo, scartata Ingegneria…(lui era già lì…figurarsi)… mi viene in mente la soluzione: Economia e Commercio. Sì… un po’ di diritto ed un po’ di economia… Vado ad iscrivermi e, un mezzo miracolo, il segretario non accetta la domanda. Un errore nel diploma... Vabbè… ho capito…un segno del destino… E "Legge" sia!....

E poi… piano piano, sempre più, sempre più profondamente…m’innamoro di quel che studio. E già so…che fare l’avvocato non è per me…( magari sentivo pure un certo rischio di essere diseredato). E riguardo mio padre e la sua attesa nostalgica e ascolto mio zio che parla del suo lavoro…e lo decanta..e ne fa la ragione principale delle sue giornate… I semi germogliano… voglio, fortemente voglio fare il magistrato. Quella spinta diventa realizzazione… Prendo servizio nella provincia piemontese (una volta vi racconto di cosa sono le sagre estive lì… mentre le zanzare banchettano…), sono all’ufficio di gabinetto di una prefettura, aspetto i risultati degli scritti del Concorso…un giorno squilla il telefono…un amico mi parla e quasi non mi capacito…superati! Comincio a saltare per la gioia…e anche a preoccuparmi… Passano mesi, studio matto e disperato…Che chi mi sta vicino non so come sopporta…( ancora oggi...non so come fa!)

Orali… quell’aula di via Arenula che sogno ancora la notte… Ma quanti erano gli esaminatori? E poi, proprio con Ecclesiastico dovevo cominciare? Finisce in gloria… addio Piemonte… Incontro maestri… che ancora sento ed ascolto...Ne ammiro il modo di ragionare, di scrivere, la cultura profonda, la capacità. Tra questi anche quello che sarebbe stato il mio ultimo presidente di sezione… di cui tutt’ora mi onoro di essere amico. Gli altri…quelli che ci sono in ogni categoria…quelli che così appassionati e consapevoli non sono, li considero qualcosa di fisiologico. Comincia la mia avventura del giudicare. Mi trovo in un tribunale di frontiera, stanze piccole ed affollate…esperienza gravosa ed esaltante… con l’umiltà di ascoltare, sempre e comunque. I miei colleghi, il mondo delle professioni, il mondo accademico… per crescere, imparare, attingere alle scienze altrui... E a distanza di anni la vivo così.

La vivo nella consapevolezza di essere uno strumento di qualcosa che non mi appartiene. Non appartiene a nessuno di noi…la Giustizia… Mi fa impazzire potermi confrontare senza ritrosie, cercare la soluzione giusta… dare quel che posso a chi onora di chiedermi un consiglio. Mi fa impazzire se qualcuno esce dalla mia aula e, se anche ha avuto torto, ha capito… che ho provato a decidere studiando e mettendoci quello che non deve mai mancare. L’equilibrio. Ho fatto parecchia strada…da quella terza elementare. Lui fa l’ingegnere. Io faccio il Giudice… ed uso la lettera maiuscola per il rispetto ossequioso di questo lavoro…. Ne sento il peso, ma mi dà una gioia che nessun altra cosa, sinora. Il peso della responsabilità e della consapevolezza che una mia decisione entra nelle vite delle persone. Le vite che sono dietro le carte e dietro le parole degli avvocati…quelle che attendono e sperano…che la Giustizia sia giusta e rispettosa della Legge.

Ecco…non mi piace la Giustizia gridata, ostentata… utilizzata e piegata ai propri bisogni, alle proprie insaziabili aspirazioni… non mi piace la Giustizia di chi pensa solo al proprio orto, che scrive per sé, che è geloso del suo sapere, che cerca la prima pagina…non mi piace la Giustizia fatta di a chi so' io ed a chi sei tu”, quella che perde di mira che facciamo un lavoro meraviglioso, che il rispetto delle regole è sacro, che bisogna riconoscere la bravura del collega della stanza a fianco. Che ci vuole continenza di espressioni e comportamenti, sia pure nella passione. E allora…torniamo tutti a cercare le ragioni, i motivi che ci hanno condotto alla nostra scelta.. E troveremo ciò che ci unisce .. anche se poi la pensiamo diversamente. Anche se diversi sono la nostra cultura, il nostro percorso, i nostri sogni, le nostre aspirazioni, le nostre ideologie, le nostre inclinazioni. Ed onoriamola, quella scelta, nei comportamenti dentro e fuori le aule dei tribunali, smettendo di scimmiottare i vizi di altri mondi Di certo non potevo che scegliere meglio! Ad un’altra vita fare l’archeologo…. E che Lui faccia pure l’ingegnere! Ad una persona speciale…A mio padre…che amo credere abbia visto tutto questo da lassù e che mi osservi bacchettando i mie errori. E mi indichi sempre la scelta giusta. Ciao papà
 
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