Trasmettere conoscenza

La vastità del sapere che pesa sulle nostre spalle (come sull'elefante di Bernini che sorge su Piazza Minerva a Roma) disorienta, a volte persino angoscia. Non è infatti solo il sapere (sempre più grande) dei secoli passati, non è solo il sapere, incalzante, della trasformazione tecnologica moderna, non è neppure l'estensione globalizzata di questo sapere, in campi sempre nuovi, e che velocemente vanno moltiplicandosi: la questione è la fatica cagionata dalla velocità dei processi di trasmissione del sapere. L'incremento della velocità tende a corrispondere a un decremento dello spessore, della compiutezza, della memoria del sapere. Come trasmetterlo, il sapere, efficacemente? Com'è proprio della sua natura dialogica, discreta, e quasi sempre gentile, Areopago ha raccolto, per Aprile, contributi molto diversi, e tutti però molto personali. Essi delineano temi essenziali, pur in questa (ricca) diversità. Un tema è la passione che serve a trasmettere realmente sapere. Altro tema è la necessità di inventare sempre in modo originale, profondamente creativo gli accessi alla conoscenza e lo scambio di saperi. C'è poi il tema della "crisi" sistemica della trasmissione di conoscenza nella scuola e nell'università. Ci sono poi desideri di trasmissione di conoscenza molto intimi, eppure straordinariamente importanti ed efficaci, come quello che riguarda le nozioni utili a manutenere un bel giardino. Infine, c'è quella cinghia di trasmissione, delicata e vitale, di sapere, di consapevolezza, di verità, che attraversa le librerie, soprattutto quelle indipendenti. Una piccola certezza, ma luminosa, emerge da questi scritti: senza passione, senza spirito di servizio, senza visione, la conoscenza non viene trasmessa, e il mondo si riduce a uno scambio di tecniche che rende infine infelici i nostri brevi passaggi su questo pianeta. Buona lettura

La Redazione
 
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