Opporsi

è reazione
 

di Mario Fucito

Il diritto di opporsi, la voglia di opporsi, qualcosa a cui opporsi, la forza di opporsi, la paura di non avere la forza di opporsi o qualcosa a cui opporsi. Tutti hanno il diritto di opporsi, non tutti ne hanno voglia, qualcuno ne ha voglia per qualche conto in sospeso col passato, ma non ha più nulla a cui opporsi. Molti non hanno mai avuto, o hanno perso la forza per contrastare qualcosa, altri temono che questa forza venga meno “durante”, altri ancora vorrebbero maledettamente dare sfogo ai propri impulsi opponendosi a qualcosa che non c'è.

La condizione che mi prende è di chi vorrebbe opporsi a sé stesso, ma non ce la fa. Già, la scheggia nelle carni che conduce alla follia, il malessere di sé, la disistima, che fa precipitare nell’abisso della propria vita. Che toglie luce al giorno, le stelle alla notte, che rende le notti di luna piena luoghi che vorresti cancellare perché fatti per gli innamorati, ma non per sé. Perché chissà se conoscerà mai un amore che non abbia il sapore del degrado dell’anima, quell’amore che non dà vita, ma ti ricorda il dolore in cui vivi.

E vorresti opporti, ribellarti, gridare, avere luce nel cammino, aria nei polmoni, per combattere l’ansia che ti divora. Vorresti la dignità per te e per chi vive con te. Vorresti spiegare a chi ti guarda che non sei diverso da lui, che le cose belle le vedi, ma credi che non ti appartengano. Perché non le meriti, qualcuno te le ha tolte, perché qualcuno ha deciso che “a te no”, e forse avevano ragione. E non ce la fai, gli anni sono passati, i treni pure, e torni tra te e te, quasi a trovare sollievo per non poter fare nulla, per non poter ambire al meglio per te, perché ti fanno pensare che quello è il tuo posto, o almeno così ti hanno detto. Tu non gli credi, loro però credono di avere ragione, ma in fondo non serve spiegarglielo, il loro abisso è peggiore del tuo, credono che opporsi sia un affare di chi non sa vivere. Di chi non se la sa godere. La tua notte l’hai cercata.

Ma la luce si può accendere all’improvviso. Lotta, opponiti, agita la tua anima fragile nella notte mentre tutto fuori è fermo, non lasciare che si spenga mai. Non smettere di credere che anche tu ne hai diritto, che non sei “meno”, lascia che le tue lacrime scorrano sempre, sono la parte più bella di te.
 
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