Mezzanotte a metà

 

di Elettra Papaccio

Siamo di fronte ad un bivio: perderci in un isolamento fisico che diventa la palude dell’anima, o all’opposto separare la realtà materiale, quella fatta di distanze, dai luoghi della socialità , che costituiscono legami meta -individuali. Da un lato la strada porta alla mezzanotte ,come fine delle ore insieme, e all’abbandono della dimensione di dialogo, in una sorta di solitario ripiegamento e distacco da tutto; mentre l’altro lato della mezzanotte che cela il sole del mattino porta ad un percorso dematerializzato di ripensamento degli spazi in comune. Conduce all’idea che i luoghi fondanti del dialogo con l’altro e di incontro delle diversità siano ormai canali digitali, flussi di condivisione di idee in cui siamo noi stessi sganciati dalla dimensione fisica.

Siamo a metà del cammino e ancora percepiamo la necessità di creare una comunità in un luogo virtuale, che tra tanti difetti porta con sé il dono dell’ubiquità, perché ci permette di essere compresenti in più parti senza dividerci, luogo che se ben utilizzato è vettore di unificazione.

Percorrendo questo sentiero che viaggia ad una velocità superiore ai byte dentro un filo nascosto ed invisibile del pensiero, potremmo, tra le stelle del cielo della mezzanotte, trovare tutti i problemi sociali, economici, reali o mentali, di divario o appiattimento che attanagliano il nostro mondo e anche quello di prima. Intendo dire che il mondo esterno, prima della attuale pandemia devastante, conteneva già le crepe di una crisi sociale ed economica che è purtroppo autoimplosa con le chiusure dell’emergenza , crepe e nodi che solo ora- da osservatori pirandelliani privilegiati, ossia coloro che guardano le vicende umane con il distacco neutro di chi è esterno alla realtà- vediamo nella loro potenza distruttiva

Ed osservandoli alla distanza dell’imperturbabile ,imposta dalla nuova vita , possiamo cogliere le ragioni dei problemi e forse intuire possibili soluzioni alternative.

È qui che la strada si divide non in due ma in una miriade di rivoli quasi fosse il delta di un fiume della speranza, e non sappiamo quale sia la scelta giusta da fare perché probabilmente non esiste il giusto in assoluto.

Non esiste chi ha del tutto ragione e chi ha del tutto torto. Esiste solo chi va avanti, lasciando alle spalle il mondo e le cose di prima per cercare quelle del domani.

Quali allora le soluzioni alternative alla crisi? Trovarle può essere la funzione dei canali digitali che veicolano il nostro pensiero e superano la nostra ingombrante fisicità. Realizzarle è la vera sfida, che presuppone un’attenta analisi di fili inestricabili di abitudini tarde a cambiare, emozioni oscillanti e centri di interesse opposti, nonché un lavoro di squadra .

Una vera squadra inclusiva che cancelli le periferie come luogo dell’anima e superi la mezzanotte scegliendo il lato giusto del sentiero.
 
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