Le regole, la persona,
la Nuda Veritas

 

di Arminio Rabuano

L’idea della Giustizia e l’immagine della Giustizia evocano il rapporto dialettico tra il concetto ideale, secondo un modello platonico, di Giustizia e la sua rappresentazione sociale e, precisamente, l’immagine della giustizia proiettata nella società tramite il concreto operare della magistratura. Tale tematica è stata oggetto di analisi sia sul piano filosofico sia sul piano delle arti figurative. Sul piano della speculazione filosofica tesa alla “costruzione” del modello ideale della Giustizia è nota la contrapposizione tra la tesi deontologia e la tesi finalistica. La tesi deontologica delinea il concetto assoluto della Giustizia: esistono regole promananti da una autorità che devono essere osservate. La “giustizia” delle regole deriva dall’essere espressione dell’autorità da cui promana. Questa tesi si fonda sull’ “idea” che alcune azioni siano giuste o sbagliate in modo assoluto indipendentemente dalle conseguenze che ne derivano.

È riconducibile a tale “idea” il modello di giustizia come servizio, riprendendo il concetto di mercato sviluppato dal pensiero liberale. La ragione liberale muove dal pensiero filosofico che riconosce all’uomo la natura di individuo proiettato verso la esclusiva realizzazione dei propri interessi e che attribuisce valore allo “scambio” quale perno fondamentale delle relazioni sociali poiché tramite lo “scambio” gli individui valutano e realizzano i loro interessi personali. È riconducibile a tale “idea” il modello di giustizia come servizio, riprendendo il concetto di mercato sviluppato dal pensiero liberale. La ragione liberale muove dal pensiero filosofico che riconosce all’uomo la natura di individuo proiettato verso la esclusiva realizzazione dei propri interessi e che attribuisce valore allo “scambio” quale perno fondamentale delle relazioni sociali poiché tramite lo “scambio” gli individui valutano e realizzano i loro interessi personali.

La tendenza del sistema normativo diretto a “costruire” un mercato-giustizia che realizzi gli interessi degli operatori specifici di questo settore ha la finalità di realizzare, in modo mediato, gli interessi degli operatori del mercato dei beni e servizi attirando nel nostro Paese i capitali per investire e rafforzare la produzione economica. Questo concetto del settore giustizia è stato evocato nel discorso al Senato dall’attuale Presidente del consiglio il quale ha utilizzato espressioni tipicamente economiche come “efficienza”, “smaltimento dell’arretrato”, “migliore gestione dei carichi di lavoro”. La stessa espressione di voler ridurre “le differenze che sussistono nella gestione dei casi da Tribunale a Tribunale” evoca il concetto di omologazione del “prodotto-sentenza”. La tesi deontologica esaminata è stata sottoposta a tre severe critiche: 1) incertezza in ordine alla regola. In realtà l’analisi di qualsiasi testo, come dimostra la semiotica, genera un “dialogo” tra autore del testo e lettore e il significato (l’interpretazione) è il risultato non della volontà dell’autore ma della lettura che ne fa il destinatario. Si pone, quindi, la questione di individuare il metodo da utilizzare per la “lettura” e per la conseguente interpretazione dei testi; 2) critica del cd. dilemma di Eutifrone. Il “dilemma” che deriva dalla tesi deontologica è il seguente: la regola è “giusta” per il suo contenuto o è “giusta” per il fatto che essa promana da una determinata autorità? Nel primo caso si deve ammettere che la regola è “giusta” indipendentemente dall’autorità che la emana la quale, quindi, sarebbe inutile. Nel secondo caso, la Giustizia è il risultato di una scelta e di una decisione, che può anche essere arbitraria, dell’autorità che emana la regola. La tesi deontologica della Giustizia ha una sua diretta manifestazione negli Stati monoclasse o oligarchici dove la legge è espressione di un solo interesse socialmente rilevante, quello monoclasse o oligarchico, che il giudice, come mera bocca della legge, quindi come mero nuncius, deve applicare nel caso concreto. Questo concetto ideale è formalmente privato di significato assiologico ed è presentato come uno schema meccanico di attuazione delle regole tramite operazioni di interpretazione di tipo logico-deduttivo basate sulla lettera della legge.

La tesi finalistico/consequenzialista riconosce la “giustizia” espressa nella regola sulla base delle conseguenze che derivano dalla sua applicazione e, precisamente, dalle modalità con le quali l’attuazione della regola incide su un determinato assetto di interessi sociali. La problematica collegata a tale tesi è rappresentata dall’individuazione del criterio di selezione degli interessi che devono essere protetti o perseguiti sia nella fase di formazione della regola sia nella fase di applicazione. Tale criterio è stato variamente individuato nell’ utilitarismo, nell’utilitarismo negativo e, in determinati ordinamenti, nel personalismo. La tesi finalistica della Giustizia ha la sua manifestazione negli Stati “pluriclasse” dove emerge sia a livello di elaborazione sia a livello di attuazione della regola la tensione tra diversi interessi socio-economici che deve essere risolta attraverso la tecnica del bilanciamento. In Italia, questa tesi è stata seguita dalla teoria dell’uso alternativo del diritto e dalla “giurisprudenza di interessi” il cui limite è stato quello dell’adozione di propri schemi etici per la individuazione degli interessi da perseguire, schemi privi di reale collegamento rispetto al quadro assiologico costituzionale. Invece, la tesi consequenzialista deve saper esprimere i valori scolpiti nella nostra Costituzione che, essendo una Costituzione “personalista”, attribuisce rilievo fondamentale alla persona e, tramite la gerarchia dei valori in essa espressa, indica la necessaria modulazione, tramite la tecnica del bilanciamento, delle relazioni tra interessi concorrenti e contrapposti che emergono nel caso concreto. La vera “sfida” è quella di selezionare, in coerenza con i valori della persona umana, gli interessi che contribuiscono al suo sviluppo sul piano sia personale sia economico rifuggendo, tuttavia, dal tentativo di attribuire rilevanza giuridica a “ogni desiderio” individuale, che comporta il rischio di trasporre la “ragione liberale” alla materia dei diritti personali, con il conseguente riconoscimento di valore assoluto alla mera “libertà negativa”, intesa come libertà da ogni interferenza e come tale priva di contenuto assiologico.

La tensione tra il concetto ideale della Giustizia e la sua percezione da parte della collettività è stata espressa nelle arti figurative. Una delle massime rappresentazioni dell’immagine della Giustizia è l’affresco “Giustizia” di Raffaello. Raffaello rappresenta un’ideale della Giustizia “finalista” dove spiccano gli elementi della sensibilità (figura femminile) che contempera gli interessi in conflitto (la figura regge una bilancia) e pronuncia la regola (la figura con la mano destra brandisce una spada diretta alla tutela dei diritti e alla sanzione dei reati).

In termini diversi nel dipinto “La Calunnia”, Botticelli rappresenta una Giustizia umana contrapposta alla Giustizia divina. Il quadro riprende l’opera del pittore antico Apelle realizzato in risposta a un'accusa calunniosa che lo aveva riguardato. Il quadro deve essere letto da destra verso sinistra: re Mida, seduto sul trono, rappresenta il cattivo giudice, come si evince dalle orecchie di asino. Alle spalle di re Mida ci sono Ignoranza e Sospetto che lo consigliano e che ispirano le sue decisioni. Davanti a re Mida c’è il Livore, personaggio che indossa un cappuccio ed è vestito di stracci. Il Livore tiene per il braccio la Calunnia rappresentata come una donna molto bella che si fa acconciare i capelli da Insidia e Frode e che, con una mano, trascina a terra il Calunniato, e con l'altra impugna una fiaccola che non fa luce, simbolo della falsa conoscenza. La figura della persona anziana sulla sinistra è il Rimorso e l'ultima figura di donna è la Nuda Veritas, con lo sguardo rivolto al cielo dove risiede la Giustizia. È evidente quindi la contrapposizione tra la giustizia umana, fallibile, che per ignoranza e sospetto può decidere superficialmente le sorti delle persone, sulla base di accuse calunniose che formalmente si presentano attraenti e seducenti, ma che sono prive della luce della verità.

Parafrasando Calamandrei, sarebbe opportuna la presenza delle riproduzioni di queste due forme di rappresentazione della Giustizia nelle aule dei Tribunali: la riproduzione della Giustizia di Raffaello dovrebbe essere posta alle spalle del giudice e di fronte alla parte in modo che questa, guardando il dipinto, possa alimentare la propria fiducia in una giustizia sensibile diretta a comporre i conflitti in atto; la riproduzione del quadro del Botticelli dovrebbe essere posta alle spalle della parte e di fronte al giudice affinché funga da monito rispetto al pericolo di farsi ispirare dall’ignoranza e dal sospetto e per ricordare che sotto la fiaccola della calunnia non risplende la verità.
 
Luglio 30, 2021

Il mare e la libertà

Luglio 30, 2021

La fatica del mare

Luglio 29, 2021

Aleph: insospettabile manifesto non aritmetico di giustizia libera

Luglio 28, 2021

Il confine tra libertà e solitudine

Luglio 28, 2021

La disciplina del mare

Luglio 27, 2021

Apeiron – mare e libertà

Luglio 27, 2021

Riviera

Luglio 26, 2021

Il mare dà libertà e libertà toglie

Luglio 26, 2021

La musica e il mare

Luglio 26, 2021

La libertà è dentro il mare

Giugno 9, 2021

Il diritto di opporsi

Giugno 9, 2021

L’opposizione nella scacchistica tradizionale e nel diritto moderno

Giugno 2, 2021

Diritto di opporsi, o dovere?

Giugno 2, 2021

Io mi oppongo!

Giugno 1, 2021

Coraggio, generosità e speranza

Giugno 1, 2021

Opporsi è reazione

Giugno 1, 2021

Triello

Giugno 1, 2021

Corpo libero

Maggio 2, 2021

Trasmettere conoscenza

Maggio 1, 2021

La conoscenza per la vittoria

Maggio 1, 2021

La conoscenza del giardino

Maggio 1, 2021

La passione del professore mancato

Maggio 1, 2021

Nuove rotte per librai e lettori

Maggio 1, 2021

– FOR WHOM THE BELL TOLLS – (A proposito di Autori e Lettori)

Aprile 30, 2021

Di Palantir, vaccini e nonne

Aprile 30, 2021

Il mito di Prometeo: una storia in bilico tra passato e futuro

Aprile 30, 2021

Svuotare il mare con il cucchiaio, con convinzione

Aprile 30, 2021

Contro l’appiattimento delle differenze. Il ruolo delle librerie di proposta nella trasmissione della conoscenza

Aprile 30, 2021

Padri e figli

Aprile 5, 2021

La bellezza di Fiamma Pintacuda

Marzo 31, 2021

Bellezza

Marzo 31, 2021

La bellezza nell’ortodossia e nella cultura della Russia

Marzo 31, 2021

La bellezza di tutti

Marzo 31, 2021

Cielo profondo

Marzo 31, 2021

La bellezza nell’amicizia di Paolo Isotta

Marzo 31, 2021

La bellezza è il postulato