La libertà è dentro il mare


 

di Elettra Papaccio

Quando sono venuta su questa spiaggia, sola tra granelli sottili e pietre incandescenti, pensavo alla mia idea di libertà intuendo che si identificava proprio in quel pomeriggio estivo dal sole pallido. In un pomeriggio al centro del silenzio, in cui Lei , la possente libertà , se ne stava aggrappata alla vita in mezzo al mare. Come un faro per le anime disperse. Aristocratica, imperturbabile si slancia a fare uno spettacolo volteggiante nel cielo infinito. Introvabile, mi sfugge tra le righe che scrivo come le parole che scappano dalla penna . Introvabile anche per le persone che mi accompagnano in questa serata.

Eppure per tutto il viaggio che condivido coi pochi avventori della spiaggia è dentro di me, di noi, quando la guardo alla distanza dell’equilibrio dell’armonia. (Un posto mio, in cui scrivere, seduta sulla sabbia). Il mare che ho conosciuto ha una libertà che ti sta dentro e ti sfugge appena rimani in solitudine. La libertà è dentro il mare e non viceversa perché è come un’onda che ti muove dentro , con tutti i pesci e gli abitanti silenziosi della tua persona. Devi solo ascoltarli. L’ho afferrato quella sera questo senso profondo di libertà, scioglimento di vincoli, indipendenza.

L’isola di fronte mi guarda, sono seduta sul ciglio dell’oblio, e mi chiama attraendo tutti i fili dei pensieri col potere della sua sagoma immobile. Sopra un serpente bianco , a superare l’orizzonte, si staglia l’immutabile isola, rosa al mattino, alla sera più scura del cielo blu. La sua stabile libertà è visibile anche dal profondo sospiro notturno, quando tutte le creature sono libere dalle catene del giorno.

Sono venuta un milione di volte a cercare la libertà, una sola volta su questa spiaggia. La mia libertà è la stessa di questa sabbia, dimentica di tutto e felice di un punto fermo nell’isola di fronte da cui solo separa un mare calmo ma sempre in moto. L’essere è movimento, la libertà è trovare una certezza stabile da raggiungere, che non obbliga a nulla se non a perdersi tra le tiepide acque che la rendono miraggio lontano.
 
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