La bellezza

di tutti

 

di Natalia Esposito

La bellezza salverà il mondo Questa è la frase che Dostoevskij fa pronunciare a Miškin nell'Idiota La potenza di queste parole fa immaginare che tra il bello e il bene esista un legame misterioso, inafferrabile e indistruttibile. Alla Bellezza è affidato il potere di ricomporre in un’unità armonica il disordine fondamentale della realtà, rendendola capace, così, di rivelare un senso ultimo al di sopra del suo stesso caos.

Queste parole oggi risuonano ancora più potenti perché il caos è ormai l’unica forma esistenziale che sperimentiamo. Ciascuno di noi è alla ricerca di un ordine, di un senso in questo caos; c’è chi lo cerca nella scienza, chi nella politica, chi nella spiritualità. Ma la bellezza sembriamo averla dimenticata.

Probabilmente, almeno così è stato per me, ci sembra quasi un lusso che non possiamo concederci, un accessorio a cui dobbiamo rinunciare, in tempi duri come questi in cui si deve badare solo all’essenziale. Dobbiamo parlare solo dell’essenziale, dobbiamo lamentarci solo se ci manca l’essenziale. Siamo finiti per essere delle bombe ad orologeria compressi in un’attesa confusa e dilatata e abbiamo perso il respiro, il respiro ampio e pieno che la bellezza concede.

La bellezza non è un accessorio né un orpello. La bellezza restituisce dignità alle persone quando è dato loro l’accesso ad essa, ai luoghi quando non vengono pensati e progettati come contenitori vuoti e meramente funzionali. La Bellezza ci spinge a volare più in alto col pensiero, con le aspirazioni; ci fa desiderare cose più grandi. L’arte, che della bellezza è espressione, è uno strumento importantissimo per la cura della nostra anima soprattutto in momenti bui come questo.

L’ aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi. Kahlil Gibran Questa assonanza tra noi e l’oggetto artistico è a volte salvifica per chi la propria bellezza non la vede riflessa (solo) nello specchio. Lavoro da molti anni con gli strumenti dell’arteterapia con le persone diversamente abili e, nella mia esperienza, ho riscontrato che per alcuni un dipinto, una scultura, una musica o qualsiasi altra forma di espressione artistica, possono entrare in risonanza con l’inconscio in maniera molto più diretta che la parola stessa. Recapitare un messaggio al nostro inconscio è senza dubbio più semplice se utilizziamo un linguaggio diretto, in grado di aggirare le resistenze che la coscienza impone. Spesso l’arte riesce a disattivare il nostro giudice interiore, quello che ci convince che non possiamo farcela, che siamo mediocri, che in noi non c’è nulla di speciale.

L’arte e la bellezza sono di tutti e riescono a toccare corde universali facendole risuonare in noi che improvvisamente ci riscopriamo pieni di cose belle. Così l’arte diventa uno strumento che pervade il nostro animo di quella luminosa bellezza che fa emergere il nostro lato più sublime. Abbiamo bisogno della bellezza, abbiamo bisogno di coltivarne il seme nella nostra anima; l’unico che può far germogliare e dare vita ai nostri sentimenti, alle nostre aspirazioni, a tutto ciò che ci rende umani. Non dobbiamo dimenticarci della bellezza, ma cercarla sempre, anche quando ci sembra dissolta nell’angoscia, nel dolore, nell’efficientismo dell’oggi: è l’unica che ci può salvare.
 
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