Il senso imperfetto e meraviglioso

della bellezza

 

di Almerinda Di Benedetto

Avrò avuto poco più di dieci anni quando vidi per la prima volta la Donna con i capelli rossi di Amedeo Modigliani. Non la tela originale, ma una riproduzione a grandezza naturale su carta patinata, una di quelle che puoi acquistare a poco prezzo e che tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta facevano ‘tanto chic’ se esibite con sapiente buon gusto alle pareti delle case borghesi. Era proprio una di quelle case che mi accoglieva quasi ogni domenica, quando con la famiglia mi apprestavo a consumare il consueto rito del pranzo, assaporando i ritmi lenti e dolcissimi della sospensione del giorno di festa. Di fronte al mare, sulla collina di Posillipo, due occhi nerissimi e un collo smisurato, seduta sull’esile seggiola Thonet, la ritrovavo così ad ogni appuntamento, eterea e incantata, imperfetta e straordinariamente seducente.

Colta da un sottile rapimento sensoriale già elucubravo: c’è un’eleganza misteriosa e sotterranea nell’imperfezione, che può arrivare a sovvertire le nostre ordinarie coordinate del bello. E con sorpreso stupore constatavo quanto piacere mi regalasse questa imperfezione, quanta bellezza riuscisse a trasmettermi quello che mi appariva come uno strepitoso gioco di linee, colori e forme, ‘perfetto’ al punto da provocare in me un formidabile godimento estetico.

Nel lungo percorso di formazione della mia ‘educazione artistica’, che mi avrebbe condotto al mestiere di storico dell’arte, e di divulgatore di una disciplina adorata e difficile, l’esercizio dell’osservazione ha smarrito talvolta la freschezza che quel primo infantile sguardo mi aveva regalato; travolto da codici e regole che ingabbiano lo slancio di naturale emozione che coglie lo spettatore inconsapevole o l’amatore appassionato di fronte ad un’opera d’arte.

Quando ciò accade è però solo un inciampo occasionale. Scacciato il subdolo disincanto, e libera dalla tirannia delle convenzioni, di fronte alla bellezza spesso ‘imperfetta’ della mano dell’artista, è con immutato ardore che torno ancora e nuovamente a ‘guardare’.

Donna con i capelli rossi è un olio su tela realizzato da Amedeo Modigliani nel 1917. L’opera appartiene alla ‘grande stagione dei ritratti’, tele nelle quali il disegno rapido e deciso, prerogativa essenziale dell’artista livornese, si affianca ad un colore squillante e impetuoso di sentimento, ricco di limpidissimo ardore.
Modigliani amò l’universo femminile al punto da interpretarne le multiple declinazioni sempre con smisurato slancio, ritmando la sfaccettata dimensione psicologica della bellezza in una sinfonia di suoni colorati, eleganti e talvolta frivoli, sempre pervasi di malinconica grazia. Acquistato dal mecenate americano Chester Dale e donato da questi assieme ad altre straordinarie opere in quella che è nota come Chester Dale Collection, il dipinto è oggi alla National Gallery of Art di Washington, DC, USA.
 
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