Cielo profondo


 

di Elettra Papaccio

La vedi incompleta e perfetta, una vita che ti mangia lo spazio da dentro, mentre lo spazio fuori è infinito. Ci sono attimi in cui sono assorto a guardare il cielo, e nemmeno il tempo mi trova. Sono gli occhi di un falco, che sovrasta il tuo cammino in un arco eterno che porta ad una terra sospesa tra il sole e il buio. La vedi lì, la vita incompleta. Quando tutto si ferma, e le mani accarezzano il viso portandolo a guardare un cielo rosso, tinto dal sangue di chi ci ama, che ospita il volo di uno stormo di rondini. E le rondini non ci mettono tanto nel trasformarsi, scoccata l’ora che non ha più ore del buio, in un risplendere di stelle

La mezzanotte è l’ora che non ha tempo, che inchioda tutti i mortali nel letto e trasforma gli uccelli in stelle e le speranze in sospiri. L’aria che respiri in quel momento, in cui le rondini sono libere nel rosso fuoco del tramonto, tinge di incanto le emozioni. Tinge di bellezza per un attimo il mondo, ch’é sempre bello ma lo appare soltanto quando lo guardiamo deponendo gli occhi stanchi, che hanno girato quasi a vuoto con il vento martellante della giornata.

Siamo soli, finalmente, con le nuvole che si diradano. E la vita incompleta l’abbiamo dimenticata giù per i grovigli della testa e del nostro corpo. E l’immagine della vita incompleta non ci appartiene più, è volata in un’altra dimensione. Giù per le viscere della terra, in posti che non vogliamo vedere, dove si combatte per un’ideologia o per un mito, o forse per antiche divisioni. Dove qualcuno divide, soffoca la bellezza e ad ogni colpo la paura dissolve il volo delle rondini.

Ma il cielo non lo può toccare nessuno, quando lacrima e decide di lavare il mondo, quando si colora e arrossa per solidarietà a tanto dolore, per imitare le folli gesta degli uomini sembra quasi che lassù ci sia una folle mano che lo incendi. E un simile spettacolo fa fermare chiunque a guardarlo, distogliendo l’attenzione dallo spreco di tempo e vita, dalle grida della terra, e fa sorridere.

E quanta bellezza nel sorriso di un bambino. E quanto l’incompletezza della vita ci appare insignificante, perché il vuoto non possiamo più permetterci né abbiamo più voglia di rincorrerlo. Si staglia solo la bellezza di ali dispiegate sulla pienezza di un sorriso.
 
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