Aleph: insospettabile manifesto non aritmetico

di giustizia libera


 

di Luca Orlando

18.07.2021. Ore 19.15. Chissà perché noi umani siamo ossessionati dalle date e dagli orari. È talmente inutile ricordare delle sequenze numeriche, ma forse questo ci fa sentire meno soli, accettati da questo sistema ingombrante e monotono. In un certo senso, ricordare delle sequenze numeriche può renderci in grado di affermare la nostra esistenza nel tempo. Quel giorno Alex aveva portato Connie al mare. Connie era sua figlia. Aveva cinque anni. Mentre Connie giocava con la sabbia, Alex rifletteva su quanto fosse bizzarro il proprio nome: aveva sempre creduto che quattro lettere fossero troppo poche per descrivere tutta la luce e tutta l'oscurità che sentiva dentro; poi, dopo il conseguimento della laurea in legge, aveva provato invano ad attribuire un significato a quell’alfa privativo greco che precedeva la parola latina “lex”. Per un attimo si sentì vuoto, perduto, pietoso. Ma in fondo cos'era la pietà?

Alex si rendeva conto di riempirsi la bocca di parole ignorandone il vero significato. Avrebbe potuto ricercare la semantica e dimostrare vecchie reminiscenze di studi classici, ma sarebbe stato soltanto un'altra nullità in cerca di attenzioni e di ammirazione. Nel mondo latino la pietas rappresentava il senso del dovere, la coscienziosa devozione ai valori religiosi e civili. Quello della pietas non era l'unico significato perduto. Doveva aver letto che la visione utilitaristica del mondo globalizzato aveva reso la giustizia un mero “prodotto” quantitativamente accettabile. Era vero. Alex riteneva che la giustizia ancora costituisse una virtù morale, ma si trattava di una virtù morale imprigionata dentro uno stretto contenitore composto da esigenze scarsamente etiche.

“Cos'è quella?” ‐ domandò Connie. “È una lattina.” “Cosa c'è nella lattina?” “C'è della coca cola.” “E perché la coca cola se ne sta lì dentro?” “Perché è al sicuro. Ci starei bene pure io dentro la lattina.” “Ma non potresti fare un sacco di cose nella lattina. Non potresti nemmeno prendere il sole lì dentro. Non potresti nemmeno leggere questo giornale lì dentro.” “Prendere il sole e leggere questo giornale non sono mica tutto.” “E che cos'è tutto?”.

Nessuno sa cosa sia tutto. Allora Alex comprese che anche la lattina poteva essere un rassicurante contenitore composto da esigenze scarsamente etiche. Il giornale che non era tutto riportava l'ennesimo articolo sulla finale degli Europei di calcio, spiegando, in un numero esagerato di righe, come l'allenatore dell'Inghilterra avesse selezionato i rigoristi tramite un algoritmo matematico. L'algoritmo matematico, sulla base di mere statistiche, prevedeva che molti rigori fossero calciati da giocatori ventenni e non da veterani. L'Inghilterra aveva perso la partita. Alex, che da adolescente si era distinto come studente modello nella matematica, pensò di aver consultato, negli anni di università, troppi codici che somigliavano sempre più a complessi algoritmi. Questi codici avevano subito un progressivo incremento di articoli integrativi, restringendo sempre più le maglie interpretative del giudice e rendendo piuttosto rara la valutazione “caso per caso”. Allora Alex giunse ad una conclusione: il contenitore privo di etica sembrava rassicurante perché non conosceva l'imprevedibilità del fattore umano. Ogni scorza era una trappola.

“Che cos'è la trappola?” ‐ domandò Connie. “Tutto il mondo è una trappola.” “Io no. Io non sono la trappola”.

Nel momento in cui Connie pronunciò quelle parole, Alex ripensò ad un racconto di Borges che aveva letto tempo prima: “L'Aleph”. L'Aleph veniva descritto come “il luogo in cui si trovano tutti i luoghi della terra e nel quale si incrociano tutte le possibili prospettive” [cfr. J. L. BORGES, L’Aleph, Buenos Aires, 1952, pp. 1 ss.]: non era previsto alcuno spazio per la radicale indipendenza del ruolo giuridico che Alex mirava a ricoprire. Aveva sempre creduto che l'indipendenza avrebbe potuto liberarlo da ogni contenitore immaginario e da ogni restrizione emotiva, ignorando che quella stessa indipendenza sarebbe diventata l'origine del suo isolamento. Oggi, in termini strettamente giuridici, tale autonomia deriva dal principio della separazione dei poteri. La separazione dei poteri consiste nell'individuazione di tre funzioni pubbliche (legislazione, amministrazione e giurisdizione) e nel conferimento di queste funzioni pubbliche al potere legislativo, al potere esecutivo e al potere giudiziario. Essa fu introdotta dal filosofo francese Montesquieu, in occasione, nel 1748, della pubblicazione dell'opera “Lo Spirito delle leggi” [cfr. C. L. MONTESQUIEU, Lo Spirito delle Leggi, IV, Bologna, 2013, pp. 1 ss.]. È questa, però, una semplificazione, pura convenzione. In verità, il modello del filosofo francese generò soltanto la più moderna teoria del principio osservato.

La tesi secondo la quale la divisione del potere sovrano potesse porre fine alle distorsioni democratiche e ai sempre più diffusi fenomeni di corruzione era, con ogni probabilità, molto più antica nella cultura occidentale: Platone, nel dialogo “La Repubblica”, fece luce sull'autonomia di ciascun potere e di ogni attività [cfr. PLATONE, La Repubblica, III, in G. REALE (a cura di), Platone. Tutti gli scritti, Milano, 2001, p.1142]; Aristotele, nella “Politica”, delineò una forma mista di governo [cfr. ARISTOTELE, Politica, IV, Roma – Bari, 2007, pp.129 ss.]; Polibio, nelle “Storie”, ritenne la Costituzione dell'antica Roma un'ipotesi, appunto, di governo misto [cfr. C. L. MONTESQUIEU, Lo Spirito delle Leggi, cit., p. 17, e bibliografia ivi segnalata]. Soltanto verso la fine del '600 la teoria della separazione dei poteri cominciò ad assumere le fattezze di quella attuale. Nel corso di quegli anni, infatti, John Locke pubblicò la sua opera di maggior spessore: “Due trattati sul governo”. Egli articolava il potere sovrano in potere legislativo, potere esecutivo (che comprendeva anche quello giudiziario) e potere federativo (inerente alla politica estera e alla difesa) [cfr. J. LOCKE, Due trattati sul governo, II, Pisa, 2006, pp. 276 ss.]. Locke poneva le fondamenta della moderna teoria elaborata da Montesquieu, dalla quale avrebbe tratto ispirazione l'orientamento costituzionale italiano: il potere legislativo, ex artt. 70 e ss. Cost., spetta al Parlamento; il potere esecutivo, ex artt. 92 e ss. Cost., spetta al Governo; il potere giudiziario, ex artt. 101 e ss. Cost., spetta alla Magistratura.

Eppure, oggi l'indipendenza di questi poteri rischia pericolosamente di sprofondare nell'arbitrio, talvolta sembra caratterizzarsi per un contenuto assolutamente indeterminato che non si presta ad alcuna relativizzazione, rendendo del tutto irrilevanti le molteplici prospettive dell'Aleph e aderendo pienamente all'idea di una giustizia aritmetica, meccanica, privata di qualsivoglia fattore umano. Non era certo intenzione di Alex scrivere un trattato a favore dell'uomo e della sua libertà. Leggeva Kafka, Proust, Dos Passos, Nietzsche... e l'uomo era per Nietzsche una “sozza corrente”: bisogna essere un mare intero per accogliere una sozza corrente senza restarne contaminati [cfr. F. W. NIETZSCHE, Così parlò Zarathustra. un libro per tutti e per nessuno, Milano, 1927, p. 36]. Alex non era un mare, ma cominciò ad interrogarsi sull'Aleph, chiedendosi se sarebbe arrivato ad osservare le leggi dalla prospettiva di ogni ruolo. Ma qui si fece scuro e non poté rispondere alla sua stessa domanda.

“Papà, tu hai un nome?” ‐ domandò Connie. “Ma che importanza ha?” ‐ rispose Alex. Viveva nella consapevolezza di possedere una curiosa attitudine a cercare il mistero, l'indefinito, il male. Connie corse verso la battigia. Recuperò la piccola conchiglia dorata persa il giorno precedente. È proprio come sosteneva Telemaco, l'unico figlio di Ulisse: “Qualcosa torna sempre dal mare” [M. RECALCATI, Il Complesso di Telemaco, Milano, 2013, p. 149, e bibliografia ivi segnalata]. 18.07.2021. Ore 19.43. Dev'essere una vera ossessione.
 
Luglio 30, 2021

Il mare e la libertà

Luglio 30, 2021

La fatica del mare

Luglio 29, 2021

Aleph: insospettabile manifesto non aritmetico di giustizia libera

Luglio 28, 2021

Il confine tra libertà e solitudine

Luglio 28, 2021

La disciplina del mare

Luglio 27, 2021

Apeiron – mare e libertà

Luglio 27, 2021

Riviera

Luglio 26, 2021

Il mare dà libertà e libertà toglie

Luglio 26, 2021

La musica e il mare

Luglio 26, 2021

La libertà è dentro il mare

Giugno 9, 2021

Il diritto di opporsi

Giugno 9, 2021

L’opposizione nella scacchistica tradizionale e nel diritto moderno

Giugno 2, 2021

Diritto di opporsi, o dovere?

Giugno 2, 2021

Io mi oppongo!

Giugno 1, 2021

Coraggio, generosità e speranza

Giugno 1, 2021

Opporsi è reazione

Giugno 1, 2021

Triello

Giugno 1, 2021

Corpo libero

Maggio 2, 2021

Trasmettere conoscenza

Maggio 1, 2021

La conoscenza per la vittoria

Maggio 1, 2021

La conoscenza del giardino

Maggio 1, 2021

La passione del professore mancato

Maggio 1, 2021

Nuove rotte per librai e lettori

Maggio 1, 2021

– FOR WHOM THE BELL TOLLS – (A proposito di Autori e Lettori)

Aprile 30, 2021

Di Palantir, vaccini e nonne

Aprile 30, 2021

Il mito di Prometeo: una storia in bilico tra passato e futuro

Aprile 30, 2021

Svuotare il mare con il cucchiaio, con convinzione

Aprile 30, 2021

Contro l’appiattimento delle differenze. Il ruolo delle librerie di proposta nella trasmissione della conoscenza

Aprile 30, 2021

Padri e figli

Aprile 5, 2021

La bellezza di Fiamma Pintacuda

Marzo 31, 2021

Bellezza

Marzo 31, 2021

La bellezza nell’ortodossia e nella cultura della Russia

Marzo 31, 2021

La bellezza di tutti

Marzo 31, 2021

Cielo profondo

Marzo 31, 2021

La bellezza nell’amicizia di Paolo Isotta

Marzo 31, 2021

La bellezza è il postulato